Giulia Civitico
Consumare = finire a poco a poco, logorare, sciupare, sprecare, adoperare qualcosa riducendola o esaurendola.
Elisa Lauzana
Morire
Non so dei vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell'epoca in cui vivo
la morte è insopportabile
per chi non riesce a vivere
la morte è insopportabile
per chi non deve vivere
lode a Mishima e a Majakovskij
tu devi scomparire
anche se non ne hai voglia
e puoi contare solo su di te
PRODUCI CONSUMA CREPA
SBATTITI FATTI CREPA
PRODUCI CONSUMA CREPA
CREPA
RIEMPITI DI BORCHIE
SBATTITI FATTI CREPA
ROMPITI LE PALLE
COTONATI I CAPELLI
RASATI I CAPELLI
CREPA CREPA CREPA CREPA
(CCCP)
Irene Lazzarin
Scarto Dunque Sono
Ogni anno ognuno di noi produce tonnellate di rifiuti. Biglietti del treno, appunti, regali, imballaggi, cibo, vestiti, medicinali, oggetti eliminati perchè ormai inutili. Alcuni tengono tutto, manca il coraggio di abbandonare per sempre oggetti a cui finiamo per dare un significato, quasi come adepti all'animismo. Altri invece gettano tutto, in una continua necessità di rinnovamento.
Nella nostra società, guardando cosa e quanto una persona scarta quotidianamente è possibile capire la sua personalità e le sue abitudini, come e anche più che dall'osservazione dei suoi acquisti.
Del resto questa pratica è anche utilizzata per scrivere articoli e biografie non autorizzate su star del cinema e della musica. Il giornalista non deve far altro che rovistare nel bidone della spazzatura e osservare i reperti: fa uso di medicine? Sta male? Cosa scrive nei post-it? Cosa mangia? E' a dieta? E via dicendo.
Ogni scarto è una scelta, ogni cestino un ritratto realistico di una persona, con i suoi gusti e i suoi cambiamenti. Ho così preferito un collage di alcuni scarti raccolti da alcuni cestini, piuttosto che una fotografia, per ritrarre veramente i loro rispettivi proprietari.

Consumo
Da Duchamp a Schwitterz, dal Nouveau Realisme e il New Dada degli anni ‘60 alla Pop Art come apice della ricerca, gli artisti si sono lungamente interrogati sui segreti custoditi dall’oggetto del consumo mettendo in crisi l’idea di “cultura alta” e ampliando il campo di indagine artistica che oggi più che mai è smisurato, tanto da arrivare ad una indeterminatezza che stordisce per la possibilità d’azione.
L‘intento è tradurre la sovrabbondanza di elementi eterogenei che ci circondano, ovvero i prodotti d’uso comune, in immagine poetica. Isolare un oggetto, o un suo particolare, conduce con dedizione nuova alla scoperta di un micromondo di raffinate geometrie, delicatezze di superficie, enigmatiche luminescenze; è facile innamorsi dell'eleganza dei giochi di luce nella plastica colorata di una molletta.
Vorrei che queste immagini condizionassero lo sguardo, insegnassero a classificare diversamente e con attenzione tutte le piccole cose che ci accompagnano e non solo per la loro utilità ma per la grazia che spesso si portano dentro in forme inaspettate di memoria e nostalgia.
Marco Bassi e Nicola Cristina Leck
Consumo? Spreco.
Qualcuno ha fame e qualcuno spreca.
170 tonnellate di cibo perfettamente consumabile vengono gettate via ogni anno dai supermercati. Le cause di questo spreco sono varie: errori sulle etichette, rinnovamento del packaging, prossimità alla data di scadenza consigliata, cessazioni di attività, stagionalità (ad esempio eccedenza di panettoni a natale).
In totale (supermercati e altro) Il cibo spercato ammonta in Italia a 6.000.000 tonnellate. Le persone che potrebbero giovare del recupero di questo cibo sono circa 3.000.000.
FREEGANS
Free vegans. Nascono negli stati uniti e oggi si espandono un po ovunque. Il principio è quello di nutrirsi di avanzi ricercandoli nella spazzatura.



